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10 strumenti indispensabili per un HomeStudio: il sequencer

In principio fu il nastro. Oggi, tranne qualche musicista (molto ricco) che decide di usare i vecchi metodi per ragioni sentimentali, si incide su hard disk. Il 99% di ciò che viene prodotto è registrato in digitale e i vantaggi sono evidenti: costi bassi, qualità media altissima, possibilità di fare backup veloci e gratuiti, editing semplificato… e la lista potrebbe continuare per molto.
Per trasformare il nostro computer in una D.A.W. (acronimo di Digital Audio Workstation), abbiamo bisogno di un sequencer, vale a dire un multitraccia digitale; in questo articolo passerò in rassegna alcuni dei più utilizzati.

Nella puntata precedente ci eravamo lasciati con la frase:

la decisione più importante da prendere è relativa alla scelta del software di registrazione…

Beh, forse non tutti saranno d’accordo… però quando registriamo, il nostro habitat non è Windows, Mac OS X o Linux, ma il software con cui abbiamo scelto di lavorare.

Partiamo da un semplice assunto: tutti i programmi di registrazione – o quasi – fanno la stessa cosa, non ce n’è uno migliore in assoluto, si tratta semplicemente di gusti.
Credere a chi racconta che un mix fatto con Pro Tools suoni diverso da uno fatto con Logic è come credere alla cicogna o a Babbo Natale. Su internet è facile trovare null-test eseguiti con le stesse tracce esportate da vari programmi e poi messe in controfase per verificare eventuali differenze: il risultato è… silenzio! I files esportati risultano identici, le uniche discrepanze riscontrabili riguardano le impostazioni della pan-law. Variabili come l’utilizzo di plugin diversi in fase di mix rientrano nel gusto personale e ovviamente portano a risultati diversi anche se si usa lo stesso programma. Se prendiamo il mixdown delle tracce nude e crude non c’è differenza udibile o scientificamente riscontrabile.

E allora, quale software scegliere?

Prima di dare per scontato che ci serva un programma incredibilmente potente, fermiamoci per un attimo a riflettere sulle nostre reali possibilità. Saremo in grado, una volta registrate correttamente le tracce (cosa per niente scontata!), di editarle e mixarle come meritano? Se la risposta è negativa, possiamo pensare di avvalerci di uno studio professionale e investire i nostri risparmi in strumenti più utili: in fin dei conti qualsiasi software, anche gratuito, ci permette di registrare a 44.1/24 bit.
A quel punto possiamo esportare le nostre tracce una per una e consegnarle a uno studio di fiducia per il mix; i soldi che spenderemo per mixare ci restituiranno un risultato sicuramente migliore di quello che avremmo potuto ottenere da soli. Assistendo al mix, probabilmente avremo imparato qualche tecnica che non conoscevamo e un paio di trucchi del mestiere. Se siamo stati attenti al lavoro del fonico, ci saremo resi conto che mixare non è semplicemente “regolare i volumi e aggiungere un po’ di effetti”, ma un’Arte vera e propria.

Per chi comincia, il consiglio è dunque quello di scegliere un programma gratuito o una versione light dei software professionali; tra i  free includo anche i multitraccia forniti in bundle con la maggioranza delle schede audio.
Scaricare un software professionale piratato, nascondendosi dietro al “ma io con la musica non ci guadagno”, oltre a essere illegale (e a frenare la ricerca che ci ha permesso di registrare a casa quasi a costo zero), non ha senso. Se non siete professionisti, un qualsiasi programma gratuito sarà comunque anche troppo potente per voi! Cubase LE, regalato con qualsiasi periferica Zoom, permette di registrare fino a 48 tracce… bastano?
Se volete qualcosa in più, potete puntare sulle versioni base delle grandi software house, non ve ne pentirete. Un domani potrete upgradare alle versioni più potenti con una spesa progressiva e giustificata da esigenze reali.

Ecco quindi una lista per tutti i gusti e tutte le tasche:


Open Source

Reaper (Windows / Mac OS X)

Audacity (Windows / Mac OS X / Linux)

Traverso DAW (Windows / Mac OS X / Linux)

Ardour (Mac OS X / Linux)

Rosegarden (Linux)


Free

GarageBand (Mac OSX): preinstallato in qualsiasi Mac

MOTU Audio Desk (Mac OS X): in omaggio con le schede audio della casa

Cubase LE (Windows / Mac OSX): in regalo con tantissime schede audio o periferiche USB


Entry Level

Ableton Live Intro (Windows / Mac OS X)

Cubase 5 Essential (Windows / Mac OS X)

Cakewalk Sonar LE (Windows)


Project Studio

Logic Express (Mac OS X): dotato di una suite di plugin e virtual instruments notevole, ha un prezzo veramente invitante e permette di importare i progetti registrati con GarageBand

Cubase 5 Studio (Windows / Mac OS X): un’ottima scelta se ci piace Cubase e non abbiamo necessità di mixare in 5.1

Pro Tools LE / Pro Tools M-Powered (Windows / Mac OS X): per quanto Pro Tools LE venga regalato acquistando l’hardware Avid (Mbox, 003, Eleven Rack), è talmente potente e completo da poter competere con qualsiasi altro sequencer professionale; la versione M-Powered permette di usarlo con alcune schede M-Audio

Ableton Live (Windows / Mac OS X): consigliato soprattutto a chi fa musica elettronica per il workflow rapido e creativo

Record (Windows / Mac OS X): molto intuitivo, si integra perfettamente a Reason


Software Professionali

Ableton Suite (Windows / Mac OS X): versione di Live arricchita di tantissimi suoni

Logic Studio (Mac OS X): l’imponente installazione permette di usufruire di plugin, virtual instruments, loops, campioni…

Cubase 5 (Windows / Mac OS X): l’ultima release di un classico presente in moltissimi studi

Sonar (Windows): la risposta pro di Roland/Cakewalk

Pro Tools HD (Windows / Mac OS X): il famoso (e costosissimo) industry standard

Riassumendo…

Per semplicità ridurrei la carrellata in due grandi categorie: open source/free/entry level e project studio/professionali.
Consiglierei i prodotti della prima a chi si sta pensando di avvicinarsi al mondo dell’audio: musicisti che non sanno nulla di microfoni, pre, equalizzatori, compressori… e che vogliono semplicemente divertirsi, registrare le proprie idee, mixarle senza pretese o portarle in studio per un risultato migliore.
Nella seconda categoria ho volutamente messo accanto software economici e costosi. La qualità è talmente alta e le differenze così sottili, che solamente chi lavora in studio ogni giorno può capire se è il caso di giustificare un impegno economico superiore in cambio di qualche comodità in più. Possiamo esser certi che molti dei dischi che ascoltiamo sono stati registrati, editati e mixati indifferentemente con Cubase 5 Studio, Pro Tools LE, Ableton Live o Logic, quindi la nostra preoccupazione dovrà essere solo quella di suonare bene delle belle canzoni!

Dovendo dare un consiglio preciso ridurrei la scelta a Cubase, Logic, Pro Tools e Ableton Live, i primi tre per chi registra molte tracce audio, l’ultimo per chi lavora di più con sample ed elettronica, essendo anche un ottimo “strumento” da live per D.J. e musicisti d’avanguardia.
Personalmente uso Cubase dalla versione preistorica AV, trovata in bundle con una vecchia scheda audio SoundBlaster. Negli anni ne ho seguito l’evoluzione – sono passato per Cubasis VST, SE, SL3, Studio 4… fino ad arrivare a Cubase 5 – e mi trovo molto bene sia a livello di interfaccia che di editing, gestione MIDI… è molto stabile e semplice da imparare.
Chi deve comprare sia scheda audio che software trova in Pro Tools LE un pacchetto incredibile. La suite di plugin è veramente ottima, il software è uno standard, il prezzo – specialmente prendendo una Mbox – è molto invitante. Gli unici veri minus sono la mancanza della ADC (Automatic Delay Compensation) e l’obbligo di collegare una scheda Avid/Digidesign (o M-Audio per Pro Tools M.Powered) per poter aprire il programma. Non è possibile usarlo con una scheda diversa nè farlo partire senza.
Se si usa Mac e GarageBand non ci basta più, Logic è un’ottima scelta in quanto mette a disposizione una quantità di plugin tale, che gente come Greg Kurstin ha realizzato It’s Not Me, It’s You di Lily Allen esclusivamente dentro Logic.

Per concludere: se volete semplicemente registrare in casa, per poi mixare in studio, non perdete tempo, qualsiasi software gratuito o entry level va bene!
Se invece avete una stanza trattata acusticamente e l’esperienza per mixare, rivolgetevi a uno dei programmi della seconda lista!

Buon recording a tutti ;-)

Articolo 3/11 della serie:
10 Strumenti Indispensabili per un HomeStudio

AGGIORNAMENTO
Con il lancio di Pro Tools 9, le considerazioni relative a Pro Tool LE rimangono valide fino… ad esaurimento scorte!
Per maggiori informazioni leggete l’articolo su Pro Tools 9

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Una risposta a 10 strumenti indispensabili per un HomeStudio: il sequencer

  • Rodolfo scrive:

    Ciao, piccola curiosità:
    con pro tools M-powered e relativa scheda audio, è possibile aprire un progetto salvato con pro tools LE?

    Grazie
    Rodolfo.

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