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10 strumenti indispensabili per un HomeStudio: i monitor

Credo che sia capitato a tutti di registrare un brano, mixarlo, essere felici del risultato, infilare il CD in macchina e… ascoltare qualcosa di completamente diverso dal mix perfetto che avevamo sentito poco prima: bassi invadenti, volumi sbilanciati, pasta sonora irriconoscibile…

Riprovando ad ascoltare la canzone sui monitor dove avevamo mixato, tutto torna perfetto… ma allora… forse… il nostro impianto stereo è rotto?!
No, ed è facile convincersene: basta accendere la radio per scoprire che le altre canzoni sono “bilanciate”.

E allora da cosa dipende?

Purtroppo da come è stato mixato il brano.

 

Perché?

La risposta è semplice: i monitor non ci dicono la verità.
Mixando con casse ultraeconomiche (o peggio con quelle da computer), avremo un mix che suonerà magnificamente bene su quelle, ma non su tutti gli altri impianti: purtroppo il mondo esterno al nostro homestudio usa altre casse e non basta che un mix suoni bene sulle nostre!

I sistemi di fascia bassa non hanno una risposta lineare (enfatizzano o attenuano alcune frequenze), per questo motivo le decisioni prese risulteranno giuste per quei monitor e sbagliate altrove.
Al momento dell’acquisto, non lasciamoci impressionare da quanto suoni bene una coppia di casse da 99 euro: i monitor economici sono progettati per rendere l’ascolto più piacevole, ma a chi mixa un brano (o lo registra), serve una cassa che riproduca il più fedelmente possibile ogni frequenza, anche quelle sgradevoli.

Generalmente i diffusori con un cono troppo piccolo non sono abbastanza dettagliati nelle basse frequenze: non sentendo i bassi, saremo portati a enfatizzarli con il risultato che, quando riascoltiamo il mix da qualche altra parte, avremo un low end eccessivo e una lotteria di frequenze nel posto sbagliato. Se a questo aggiungiamo un posizionamento casuale dei monitor e nessuna taratura… il danno è fatto!

 

Che fare?

Personalmente sono convinto che, prima di acquistare una coppia di monitor da 100 euro, sia meglio spendere la stessa cifra in un paio di buone cuffie, registrare le nostre tracce e passare il mix a un amico dotato di monitor decenti (o a uno studio!), mettendo da parte qualche risparmio per il futuro.
L’esperienza a fianco di un fonico professionista, magari in uno studio acusticamente trattato, ci permetterà di acquisire in breve tempo molte informazioni utili, qualche trucco del mestiere e l’umiltà necessaria per capire da che parte si comincia.

A mio avviso è assolutamente inutile mixare con le cassettine da computer da € 39,90: quelle (insieme a una boombox e a un paio di cuffiette per iPod) potremo usarle a mix avanzato per capire come suona il nostro brano su supporti consumer.

Ritengo che il minimo per poter iniziare a mixare con soddisfazione in ambienti piccoli sia un diffusore equipaggiato con un cono da 4″. Se avete una stanza spaziosa e potete permettervi qualcosa con uno speaker da 5″, 6″, 7″ o 8″… meglio ancora!
Se non ve la sentite di investire almeno 3 o 400 euro (per la coppia), aspettate, cercate nell’usato, risparmiate… ma non buttate i vostri soldi in qualcosa che vorrete cambiare nel giro di quindici giorni!

Chi afferma che un principiante non abbia bisogno di buoni monitor dice una grossa banalità: anche se la nostra stanza non è trattata acusticamente, un monitor decente posizionato in maniera corretta ci darà informazioni sempre più corrette rispetto a uno scarso.

E’ importante capire che qualsiasi decisione timbrica prendiamo, viene maturata esclusivamente in base a quello che ci arriva dai monitor.

Vi sentireste rilassati guidando una macchina il cui cruscotto non vi lascia vedere bene la strada?
Sposereste un partner visto solo di sfuggita, di cui non sapete neanche il colore degli occhi?

Beh, per fortuna un brutto mix non ha le conseguenze disastrose di una guida al buio o di un matrimonio celebrato per caso, ma se non volete perdere tempo e pazienza… meglio affidarsi a un buon sistema di monitoraggio o a un fonico professionista!

Su consiglio dell’amico Francesco Passarelli (un guru del nostro settore!) ho acquistato per il mio home studio una coppia di KRK VXT 4 e son veramente contento della scelta.
Alcuni marchi da tenere d’occhio, oltre a KRK, sono sicuramente Adam, M-Audio, Yamaha, Genelec, Mackie.

 

HomeStudio VS Resto Del Mondo

Facendo esperienza – con un buon paio di casse, qualche CD di riferimento e il mondo esterno – si inizia a conoscere il suono della nostra stanza: fermo restando che con un minimo di trattamento acustico le cose si fanno più semplici, sarebbe un eresia affermare che senza non sia possibile lavorare.

In sostanza, con un po’ di pazienza riusciremo a capire come i nostri monitor traslano, cioè con che fedeltà riportano al mondo esterno quello che sentiamo a casa. Mediamente i problemi risiedono agli estremi di banda: gli switch presenti sul pannello posteriore della maggior parte delle casse ci permettono di attenuare o enfatizzare le frequenze problematiche, in modo da matchare la nostra stanza con il resto del mondo. Fuori sentiamo troppi bassi? Boostiamoli sulle casse, così ne saremo più parchi in fase di mix!

Nei prossimi articoli approfondirò argomenti cruciali come il posizionamento dei monitor e il trattamento acustico della stanza.

Per ora buon recording a tutti! ;-)

Articolo 8/11 della serie:
10 Strumenti Indispensabili per un HomeStudio

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