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10 strumenti indispensabili per un homestudio: pazienza e senso critico

Registrare nell’home studio che abbiamo allestito con passione e sacrificio è una sensazione impagabile.
Senza un minimo di esperienza però è facile raccogliere qualche delusione quando ci troviamo a comparare – specialmente sullo stereo di un amico – le nostre tracce con quelle dei dischi che amiamo.

Gli ostacoli sono tanti, ma con un po’ di pazienza, senso critico e apertura mentale potremo abbatterli in breve tempo uno ad uno.

Dai la cera, togli la cera...

TM
Le registrazioni “amatoriali” si riconoscono al primo ascolto grazie a trademark inconfondibili. In ordine sparso: troppe basse frequenze, clip digitali, bilanciamento delle tracce casuale, piani sonori assenti, troppo riverbero, niente riverbero, gestione delle dinamiche affidate al gatto di casa, performance approssimative (intonazione, timing, timbro…), suoni “piccoli” o troppo grandi nei punti sbagliati, sibilanti e plosive collezionate con dovizia, alte abrasive…

Chi non c’è cascato?

Non potendo affrontare tutti questi problemi in un articolo, tratterò approfonditamente tecniche e strumenti per il mix in futuro, mentre in questa sede cercherò di dare qualche consiglio che possa aiutare i principianti a evitare gli errori più grossolani.

Spesso si dice che nel mondo dell’audio non ci sono regole: questo è vero e molte volte proprio la creatività e il trasgredire qualche dogma ha portato a delle fantastiche registrazioni, George Martin docet.
Ma c’è un comandamento che dobbiamo conoscere e onorare sempre: “Primo, non clippare!”

Insieme a questo, stilerò un piccolo decalogo di consigli che ci aiuteranno a evitare qualche mal di testa.

  1. Non clippare. Basta poco ed è fondamentale: non entriamo troppo alti nella scheda audio e quando mixiamo facciamo sempre attenzione al fatto che non si accenda la spia rossa!
  2. Suona bene! Impara a tenere il tempo sul metronomo, canta intonato, cura i tuoi suoni, la tua dinamica e la loro ripresa. Una bella performance è più facile da mixare!
  3. Impara a conoscere bene i microfoni che hai a disposizione: spesso un brutto suono non è da imputare al microfono, ma al posizionamento casuale.
  4. Cerca di ottenere in registrazione il suono che hai in mente e perdi un po’ di tempo a giocare con la posizione del microfono rispetto alla fonte. In questo modo eviterai di equalizzare persantemente in mix.
  5. Mantieni semplice il tuo setup: se non sai come utilizzare un compressore, fai tanta esperienza con un plugin prima di comprarne uno hardware e rovinare le tracce che registri!
  6. Pensaci due volte prima di voler upgradare a tutti i costi il tuo sistema e verifica che hardware e software che hai in programma di cambiare siano compatibili.
  7. Non fissarti con le “regole”, perché non esistono: se qualcuno ti ha detto che non puoi registrare la batteria con meno di 10 microfoni, non dargli retta e prova a registrarla con l’unico microfono che hai a disposizione!
  8. Confronta sempre le tue tracce con una canzone che conosci bene: fai attenzione al bilanciamento degli strumenti e delle frequenze, alla quantità di ambiente, ai pan, ai timbri…
  9. Giudica con le tue orecchie se una traccia ha bisogno di un effetto o meno: il fatto che tu possa utilizzare un equalizzatore o un compressore su ogni traccia non significa che tu debba farlo per forza!
  10. Ascolta il tuo mix ovunque: il fatto che suoni perfettamente a casa tua non significa che suoni bene sull’iPod, sullo stereo della zia, in macchina o in un club. Hai un amico che ha un locale? Chiedigli di fare un ascolto a volume alto! Hai provato ad ascoltare il tuo mix dalle casse del portatile della fidanzata di tuo cugino?

Ci vuole pazienza, è vero, ma con il tempo impareremo a trarre il massimo da quello che abbiamo: per fare grandi dischi non servono grandi mezzi, ma buone canzoni e tanta passione!

Buon recording a tutti :-)

Articolo 11/11 della serie 10 strumenti indispensabili per un homestudio

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2 risposte a 10 strumenti indispensabili per un homestudio: pazienza e senso critico

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