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HomeStudioRecording.it incontra Matt Smith

La copertina di "Matt Smith's World"

Matt Smith è un chitarrista americano molto amato dai musicisti italiani: polistrumentista – suona qualsiasi cosa abbia un po’ di corde, dalla chitarra al banjo, dal mandolino all’ukulele, passando per dobro, mandocello, lap steel… – vanta collaborazioni con personaggi del calibro di B.B. King, Sheryl Crow, Trey Anastasio, Al DiMeola, Greg Allman, Los Lobos, Johnny Winter, Buddy Guy, Adrian Legg, Ed Gerhard…
Endorser e dimostratore di marchi come Ovation, D’Addario, Fret-King, Tony Bruno Amps, Matt ha recentemente pubblicato il suo undicesimo album, intitolato Matt Smith’s World, 11 brani originali suonati in compagnia dei musicisti con i quali Matt ama condividere le proprie scorribande musicali: David Webb al piano e all’organo, Mark Epstein e Brad Taylor al basso, Ernie Durawa alla batteria (Charles Phillips suona e programma loops in un paio di tracce), Aaron Lack alle percussioni e alla steel pan, Joe Morales al sax e al flauto e LZ Love ai cori.
Matt, oltre a cantare e suonare tutte le chitarre, il banjo, il tiple e i synth, si è occupato dell’intera produzione del progetto: l’album rende giustizia al talento eclettico del musicista, che riesce a passare con maestria dal rock allo swing, dal country al folk, dal funk al blues… con una spolverata di colori caraibici e messicani.
Insomma, un’armonia di contrasti che ben rappresenta la cultura americana contemporanea.

Nell’intervista che segue, Matt ci racconta tutte le fasi della realizzazione dell’album, soffermandosi anche sul gear utilizzato nel suo home studio.

Matt con la sua Fret-King Matt-Matic Signature

 

Matt, hai composto, prodotto, arrangiato e registrato questo album con ottimi risultati: vuoi parlarne ai nostri lettori?
Grazie mille! Ho iniziato a lavorare a questo CD nella primavera 2010. Mi ero ripromesso di scrivere un pezzo al giorno, senza considerare se mi piaceva quello che scrivevo… per me era importante avere questa disciplina.

Mi ero recentemente trasferito a Austin, Texas, dopo aver vissuto 15 anni a NYC, e così il CD per me è stato una specie di reinvenzione della vita.
Avevo prodotto musica per anni, ma fino a quel momento ero stato sempre affiancato da un altro produttore. Questa volta avevo le idee molto chiare sul sound che l’album doveva avere e a quel punto l’ho registrato, prodotto e arrangiato da solo.

Come hai registrato questo album?
Ho uno studio di registrazione a casa mia, che non è altro che un garage convertito. Il CD è stato registrato lì utilizzando Logic.
Hanno partecipato i membri del mio gruppo, Matt Smith’s World, tutti degli ottimi musicisti di Austin. Ho curato molto attentamente l’ideazione di ogni parte di ciascun pezzo prima di chiamare i musicisti. Nella preproduzione ho usato dei loop per creare gli arrangiamenti, registrando una voce guida provvisoria e utilizzando chitarre, basso e vari synth.

Avere un home studio quanto è importante per la tua attività professionale?
Mi guadagno da vivere producendo artisti, esibendomi, insegnando, dando masterclass, facendo clinics e turni di registrazione in altri studi.
Il fatto di avere il mio studio personale mi tiene molto occupato ed è una parte importante del mio reddito.

Dunque utilizzi il tuo studio anche per registrare altri artisti?
Da quando mi sono trasferito a Austin, a fine agosto 2010, ho completato ben 9 CD! Rispetto alla roba che ho prodotto negli ultimi 30 anni, ho davvero realizzato molti progetti!

Come è attrezzato il tuo home studio?
Negli anni ho acquistato un po’ di pezzi ogni volta che me li potevo permettere. Ho sempre cercato delle offerte per microfoni, preamplificatori e compressori su Ebay e Craigslist. Con gli anni è diventato praticamente una collezione.

Dicci qualcosa in più su computer, software, plugin, microfoni, preamplificatori, siamo curiosi!
Oh man! Ok! Uso un iMac 2.4 Ghz equipaggiato con Logic: registro a 44.1 kHz/24 bit.
Come scheda audio utilizzo una Apogee Ensemble collagata via ADAT con una Presonus Firestudio.
Come preamplificatori e channel strip ho un API 3124, un Wunder Audio Peq 1R, un Vintech 73i, tre canali John Hardy M1, due Avalon 737, Toft ATC e un TL Audio valvolare.
Registro spesso utilizzando due compressori Empirical Labs Distressor.
Il parco microfoni comprende Microtech Gefell M92.1, Royer R-121, AEA R92, due AKG 414, Neumann KM 85, due Violet Amethyst Vintage per gli overheads, Shure KSM 44Microtech Gefell M930, Electro-Voice RE20 per la cassa e tre Sennheiser MD 421 per i tom.
I monitors sono Tannoy. Inoltre ho un sacco di plugin Waves, PSP e Lexicon!

Il rack di Matt

Parliamo invece del tuo album: raccontaci qualcosa sul processo creativo tra i membri del tuo gruppo!
La maggior parte dei pezzi è stata scritta da me oppure in collaborazione con il bassista Mark Epstein. Ho speso molto tempo per la preproduzione prima di far entrare in gioco i musicisti.
Sono molto fortunato ad avere a disposizione dei musicisti di livello mondiale: ho dato ad ognuno un’idea generale su quello che cercavo di realizzare e hanno fatto tutti un ottimo lavoro!

Come hai registrato le chitarre elettriche?
Le chitarre clean sono state registrate con un Fender Vibrolux del 1966. Ho utilizzato il mio microfono ribbon AEA R92 a 6 pollici (circa 15 cm) dalla griglia del cabinet diretto nel mio pre API senza compressione. L’assolo in “How it’s gotta be” è stato registrato con una Stratocaster in diretta nell’Avalon 737.
Assoli e chitarre gain sono state registrate con uno dei miei vecchi Ampeg Jet, un vecchio Montgomery Ward con i canali jumped oppure il mio Tony Bruno Underground 30, tutti con un microfono Royer 121 Ribbon dritto nel preamplificatore API senza compressione.

La collezione degli ampli

Come hai registrato i tuoi strumenti acustici?

Alcune delle chitarre di Matt...

Normalmente utilizzo una combinazione tra un microfono SDC (Small Diaphragm Condenser: condensatore a diaframma piccolo) Neumann KM 85 e un Gefell M92.1 a valvole a circa 3 pollici (7 – 8 cm) dal 12 tasto della chitarra, con il KM 85 puntato sul ponte.
Di solito con questa combinazione uso i miei pre Wunder Audio e Vintech e li faccio passare nei Distressor con ratio 3:1, attacco lento e rilascio veloce.

Come hai registrato gli altri musicisti?
Per la batteria ho usato un RE 20 nell’Avalon 737 sulla cassa, il KM 85 nel Wunder Audio sul rullante, uno Shure SM 58 nell’API sotto il rullante, i 421 API sui tom, la coppia Violet Amythyst Vintage in due canali John Hardy M1 per gli overheads e il Gefell M92.1 nell’Avalon 737 per la room.
Il basso è sempre in diretta nell’Avalon. Il Leslie dell’Hammond è microfonato con due 421 (pre API) sopra e sotto il rotore. I piani elettrici sono stati ripresi in diretta con i pre API; per sax e flauto ho usato il AEA R92; per le percussioni e la steel pan ho usato i 414 in stereo.

Ernie Durawa durante le registrazioni

Hai mixato questo album da Stuart Sullivan: gli hai dato qualche indicazione oppure gli hai chiesto di aggiungere il suo tocco creativo?
Stuart è un genio! Avevo già fatto tutto l’editing in anticipo, perciò il suo compito era solo quello di essere creativo con il mix.
Avevo già pulito tutte le tracce, spostato le varie parti dove le volevo e messo gli effetti che mi piacevano in dei punti particolari, in questo modo lui non doveva ricrearli più tardi.
Questo disco mi ha preso sei mesi tra composizione, registrazione, arrangiamento ed editing!
Considero il mio studio uno studio di registrazione e non di mix, perciò cerco sempre di far mixare i miei progetti da Stuart nel suo Wire Studio (Austin, Texas), se il cliente se lo può permettere.

Quale importanza dai al processo del mastering e perché?
Il mastering è una parte essenzionale del processo di registrazione. Il bilanciamento dei livelli generali, il limiting finale e l’equalizzazione effettuati da un’altra prospettiva e da altre orecchie è molto utile! Io mi rivolgo a Jerry Tubb del Terra Nova a Austin. Lui ha fatto il mastering della maggior parte della musica che è stata prodotta in questa città negli ultimi 20 anni!

Ci puoi dire come sei riuscito a creare un sound omogeneo pur utilizzando varie influenze musicali?
Il suono di questo disco era stato pensato per restituire all’ascoltatore il feeling della “west coast” dei primi anni settanta. I musicisti che amavo durante la mia adolescenza erano Steely Dan, War, i primi Doobie Brothers, Paul Simon, PFunk, Dr. John… Penso che  a tenere tutto insieme sia la mia voce e l’unicità dei musicisti che hanno suonato! Sento che questo è il migliore dei miei 11 CD!

Matt alla Frankfurt Messe

Matt alla Frankfurt Messe

Cosa pensi di strumenti virtuali o digitali?
Il potere dei DAW (Digital Audio Workstation) è incredibile! Tutti i synth nel mio album sono degli strumenti di Logic! Sono troppo contento di avere a disposizione tutti questi suoni.
Ovviamente niente è meglio dei suoni di strumenti reali registrati nella maniera giusta, soprattutto se li ascolti da soli, ma in un mix affollato spesso te la puoi cavare con dei suoni campionati o sintetici.

Cosa pensi della digitalizzazione del mondo della musica, sia dal punto di vista della produzione che del commercio?
Tutto cambia nella vita. Il mondo della musica com’era se n’è andato e là fuori c’è un mondo tutto nuovo.
E’ un periodo fantastico per la musica! La vediamo evolversi con una velocità da capogiro! Il campo da gioco è cambiato: il disco è diventato uno strumento promozionale per i concerti dal vivo più che un prodotto vendibile. Per quello che riguarda la produzione, tutti quelli che hanno un computer possono registrare la loro musica e proporla sul web.
E’ vero che diventa sempre più difficile spiccare in mezzo al mare delle nuove pubblicazioni, ma l’eccellenza emergerà sempre!

Quali consigli daresti ai nostri lettori?
Come musicista, sei la tua stessa raccolta di opere. La musica è fatta di ispirazione e tecnica. Più comporrete e più registrerete, più diventerete bravi. Ora abbiamo la tecnologia per farci conoscere ai nostri bisnipoti attraverso la musica. Pensate che casa fantastica! Imparate e godetevi tutto il processo, prendete la musica sul serio, non voi stessi e divertitevi! E’ per quello che in inglese diciamo “playing”, cioè “giocare (con) la musica”!

Per approfondire:
Matt Smith – Sito Ufficiale
Matt Smith’s World su iTunes
Matt Smith’s World su CD Baby

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