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Un americano a Firenze: Leo Weber e Many Track Minds

 

Leo Weber ha dato il via al progetto “Many Track Minds” con la pubblicazione di alcune cover su YouTube nel Dicembre 2011.
In Italia da quattro anni, il musicista americano ha da poco rilasciato il primo singolo a sua firma, ”Give ‘em a Chance”, su iTunes.

 

Il brano, accompagnato da un bel video su YouTube, è stato registrato e mixato completamente in casa, con una strumentazione che definire minimale è eufemistico.
Incuriositi dall’ottima qualità di questo singolo, non potevamo astenerci dal chiedere a Leo di raccontarci qualcosa su Many Track Minds!

 



Leo, qual è il tuo punto di vista sull’home recording?

Penso che in qualche modo siamo fortunati, perché abbiamo la possibilità di registrare i nostri progetti a casa e farli ascoltare al mondo intero piuttosto che tenersi le idee in testa!
Ho 27 anni e mi ricordo che la prima volta che sono entrato in uno studio di registrazione Pro Tools stava appena iniziando a prender piede: registrammo il nostro album su ADAT e lo mixammo su Pro Tools. Mi costò quasi 5.000 dollari e, credimi, venne uno schifo!
Magari oggi non farò meglio dei ragazzi di quello studio, ma la differenza è che non devo spendere cifre del genere per ottenere materiale decente!

 

Qual è il tuo background musicale?

Ho iniziato a suonare la chitarra a 12 anni e da allora ho sempre studiato musica.
E’ tutta colpa dei Beatles, se mio padre non mi avesse regalato un loro album per il mio compleanno non li avrei mai scoperti e probabilmente oggi la mia passione sarebbe scalare le montagne!
Ascolto ancora spessissimo i Beatles, hanno creato molte delle tecniche di registrazione che usiamo ancora oggi e ogni volta che ascolto uno dei loro brani scopro qualcosa di nuovo.

Ho sempre prediletto la musica inglese rispetto al resto: le mie band preferite rimangono Beatles, Led Zeppelin, Pink Floyd, Queen… avevo un paio di band da ragazzo, come tutti, e suonavo sempre le loro cover!

Ora sono cresciuto e il mio stile si è calmato con il passare degli anni. Con le band con cui suonavo prima ho registrato degli album spendendo un sacco di soldi ed è stato solo nel 2008 che ho deciso che volevo iniziare a fare musica nella mia camera da letto. Ma ci sono voluti tre anni tra il volerlo e il farlo. La ragione principale? La gente, in generale, non crede che sia possibile registrare a casa.

Veramente?

Leo Weber

Sono stato costantemente scoraggiato – troppe, troppe volte! – da amici e professionisti che sostenevano che non è possibile registrare dischi degni di essere venduti in un piccolo studio casalingo. All’inizio ho cercato di imparare il più possibile dai libri, ma la verità va detta: i libri sono ottimi per cominciare, ti danno delle ottime basi, ma non ti porteranno mai a un livello più alto. Lavoriamo con l’audio e leggere non porta a molto!

Intorno al 2010 acquistai la mia Mbox, il mio portatile, un economicissimo microfono Samson C-1 e iniziai a registrare qualcosa a casa. Che delusione!

Le mie registrazioni non facevano che confermare ciò che i miei amici mi avevano sempre ripetuto. Ma dal momento che sono dannatamente cocciuto, pensai che forse dipendeva dal fatto che non ne sapessi abbastanza… e fu allora che mi misi a studiare “home recording” molto seriamente.

Iniziai a cercare tutorial su internet e mi imbattei in Graham Cochrane di RecordingRevolution.com.
E’ stato amore a prima vista, i suoi tutorial sono semplicemente eccezionali: lui mi ha veramente incoraggiato e mi ha dimostrato che è possibile registrare a casa.
Allora ho deciso di accettare la sfida, ho studiato tantissimo e ho iniziato a vedere dei risultati: le mie canzoni iniziavano a suonare sempre meglio!
Ora, grazie alla mia esperienza, posso dirlo forte e chiaro: REGISTRARE PROFESSIONALMENTE A CASA E’ POSSIBILE!
Tutto ciò di cui hai bisogno è fiducia in te stesso e tanto duro lavoro perché, anche senza gear, anche solo con una semplice Mbox – o con qualsiasi scheda audio usi – è la conoscenza a fare la differenza tra una traccia che suona bene e una che suona male.

 

Come hai allestito il tuo home studio?

Registro tutto nella mia camera da letto usando una Mbox 2 e un portatile MacBook sul quale ho installato ProTools LE 8.

L'home studio di Leo: da notare, oltre al mouse, il modo in cui sono stati posizionati i monitor sulla scrivania! ;-)

 

Che microfoni utilizzi?

Ho tre microfoni: uno Shure SM7B che uso per registrare voci e chitarre elettriche e una coppia di Oktava MK-012 a condensatore che uso principalmente per registrare chitarre acustiche, batterie, percussioni e qualsiasi fonte che richieda una registrazione streo.

Oktava MK-012 & Shure SM7b

 

Come hai registrato la batteria?

La batteria è stata registrara in una sala prove, i miei vicini si sarebbero arrabbiati se avessi provato a farlo a casa!
Alla fine mi piaceva molto la resa degli overhead ma non del resto della batteria, probabilmente a causa di una microfonazione non molto accurata o più facilmente perché il kit della batteria faceva veramente schifo.
Per ovviare a questo problema ho mixato gli overhead che avevo registrato con alcuni suoni di cassa, rullante e tom via MIDI e con qualche loop. Ho perso molto del suono naturale del batterista e il risultato è un suono piuttosto artificiale, ma è tutto ciò che ho potuto fare per ottenere un suono di batteria migliore.

Ho anche aggiunto alcuni crash che avevo registrato separatamente per dare maggior profondità alla batteria e per essere in grado di inserirli nel panorama stereo a mio piacimento.

La batteria, almeno per me, è lo strumento più difficile da registrare con solo un paio di microfoni, devo ancora imparare un sacco al riguardo. Spero che un giorno io possa rimangiarmi queste parole.

 

E gli altri strumenti?

Le chitarre elettriche sono state riprese con lo Shure SM7B direttamente di fronte all’amplificatore, alcune sono state doppiate sul ritornello.

Basso e tastiere sono stati ripresi in diretta. Il piano che si sente sul bridge è una tastiera: riascoltandolo a distanza di qualche tempo non sono molto soddisfatto di quel suono, ma è qualcosa da migliorare in futuro.

 

Come hai registrato le voci?
Le voci sono state registate con l’SM7B e mi sono divertito un sacco a farle! Ho chiesto ad alcuni amici di aiutarmi con i cori.

 

Per il mix cosa hai utilizzato?

Per mixare “Give ‘em a Chance” ho utilizzato esclusivamente i plugin di serie di Pro Tools, con l’unica eccezione di Celemony Melodyne per sistemare la voce perché Pro Tools non ha un plugin simile e intonare la voce con Elastic Audio, anche se fattibile, sarebbe una gran rottura di scatole.
Come ascolti ho una coppia di monitor Yamaha HS50M.
L’unica cosa che non ho fatto io è il mastering: ho scelto uno di quei servizi di mastering online che puoi trovare su internet, perché volevo un lavoro ben fatto.
Il mastering è ancora un mondo sconosciuto per me ed è quello che mi appresto a studiare nell’immediato futuro.

Leo nel suo home studio

 

Vuoi dare un consiglio ai lettori prima di salutarli?

Certo! Da quello che ho imparato, credo che la cosa più importante sia darsi delle scadenze.
Se non ti dai un limite, probabilmente ti ritroverai a registrare e mixare lo stesso brano per sei mesi senza vedere miglioramenti e questo è terribile per l’autostima.
Abbiamo bisogno di autostima e il miglior modo per averla è registrare il più possibile, mostrare alla gente ciò che abbiamo fatto e vedere quanto siamo migliorati.

 

Maggiori informazioni:
Many Track Minds
iTunes

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