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Uno stage con Michael Wagener al WireWorld Studio (prima parte)

 

Angelo Emanuele Buccolieri è un sound engineer e produttore freelance: lavora principalmente nel proprio studio di Porto Cesareo (LE) e talvolta presso altre strutture.
La sua passione per la produzione audio inizia quando, a 13 anni, i familiari gli regalano un registratore digitale ad 8 tracce; da allora intraprende studi da autodidatta, affiancando all’approfondimento teorico un intenso lavoro di training.
A partire dal 2006 segue vari corsi da sound/mixing engineer in giro per lo stivale, partecipando anche a uno stage al Groove Mastering di Terni.

 

Angelo inizia a collaborare con HomeStudioRecording.it raccontandoci in una serie di articoli la sua avventura negli U.S.A. al fianco del grande Michael Wagener.

Angelo, Michael, Sara e Shani

“Ogni anno cerco di dedicare un po’ di tempo alla mia formazione, in modo da migliorare; quest’anno però, sotto suggerimento di alcuni amici, ho deciso di rischiare un po’ di più, ponendomi l’obiettivo di andare a fare un’ esperienza all’estero; ho quindi mandato il mio curriculum a vari studi in tutto il mondo, tra cui quello di Michael Wagener, storico produttore e tecnico del suono per artisti come Ozzy Osbourne, Skid Row, Metallica, Queen, Janet Jackson, Alice Cooper, Megadeth, Helloween, Testament, Dokken, Mötley Crüe, Accept, Extreme, Kings X…

 

La risposta non si è fatta attendere, infatti dopo qualche giorno sono stato contattato da Michael, che mi ha fatto una proposta interessantissima: un periodo di stage in cui avrei potuto seguire la produzione di una band australiana chiamata BabyJane.
Ovviamente ho colto al volo l’occasione… ed eccomi qui: lo studio di Michael Wagener, il WireWorld Studio, è situato in un bellissimo parco naturale, distante 20 minuti dal centro di Nashville.
La mia avventura è iniziata il 5 maggio quando, non appena arrivato in studio, ad accogliermi c’erano Michael e la sua assistente, Shani; sotto la sua guida ho incominciato immediatamente il setting-up della batteria.

 

BATTERIA
Una volta sistemata come richiesto dal batterista, abbiamo proceduto con il posizionamento dei microfoni; ne sono stati piazzati 20, tra i quali: 2 top e un bottom per il rullante, kick in e subkick per la cassa, top e bottom per ogni tom, stereo room, mono room, ride, hi-hat, un panoramico (un microfono stereo in configurazione Blümlein) ed un altro paio di microfoni, posizionati appena sopra la testa del batterista; uno era uno shotgun puntato verso il rullante, mentre l’altro aveva come particolarità un pattern un po’ più ampio, cosa che consentiva di avere un immagine più completa del suono dell’intero set.
Una volta posizionati, Michael ha dato personalmente il tocco definitivo al posizionamento di ogni singolo microfono.

La batteria microfonata

A questo punto è giunto il mio momento di gloria: cuffie pronte e via con le bacchette, per il soundcheck della batteria; una volta trovata la “pasta” del suono dei tamburi, ponendo particolare attenzione alla fase dei loro microfoni top e bottom, si è lavorato molto sull’ hi-hat: sono stati provati svariati microfoni, anche il caro vecchio Shure SM57 e alla fine la scelta è ricaduta sul primo microfono provato, un Miktek C5.

Si è lavorato quindi sul sound generale del kit, ottimizzando prima il posizionamento degli overhead (un Royer SF12 a capsule coincidenti) e poi verificando i suoni dei vari room mic posizionati.
Un po’ di lavoro è stato fatto per una mono room posizionata alle spalle del batterista; l’ idea iniziale era quella di utilizzare uno Shure SM58 da comprime pesantemente, tuttavia alla fine è stato preferito un SONY ECM 670 posizionato appena sopra la testa del batterista, che è stato poi compresso tramite il Boiler Comp, utilizzando entrambi i canali in serie.
Sicuramente il microfono che più mi ha stupito è stato lo shotgun con capsula AKG 451/CK9; era posizionato in alto sul kit, direttamente puntato verso il centro del rullante e questo consentiva di tirare fuori il sound dello strumento ripreso da lontano.

La batteria pronta per le registrazioni

Il setting-up della batteria è durato circa tre giorni; nel momento in cui la band è arrivata in studio, il sound dello strumento era già potente ed estremamente avvolgente e si è quindi proceduto direttamente al tracking.
Di volta in volta venivano registrate varie take di batteria, veniva effettuato il comping ed infine venivano puliti i rientri nelle tracce dei tom, quindi si passava al brano successivo.

 

BASSO
Il setting iniziale del basso è stato molto rapido, poiché lo strumento è stato registrato direttamente tramite la D.I. del MW-1 Studiotool, macchina costruita appositamente dall’azienda Creation Audio Labs per soddisfare le esigenze di Michael.
Così come era stato fatto per la batteria, anche per il basso sono state effettuate le riprese di tutti i brani in un unica soluzione.”

 

Nel prossimo articolo Angelo ci racconterà come sono state registrate chitarre e voci: stay tuned! ;-)

 

Maggiori informazioni:
Michael Wagener
Newstars REC

 

Per approfondire:
Post di Michael Wagener su Gearlutz.com I
Post di Michael Wagener su Gearslutz.com II

 

Pubblicazione autorizzata da Michael Wagener
Un ringraziamento a Michael Wagener, Shani Gandi, Sara Gabrieli, Iacopo Longo, Matteo Longo

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