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Pianoteq 4: il gran coda più piccolo del mondo! [recensione + video]

 

Questa recensione potrebbe concludersi in poche parole: Pianoteq 4 è il miglior pianoforte che potete immaginare se non disponete di un ottimo piano a coda in una stanza adatta a ospitarlo.

 

So che un’affermazione del genere può sembrare esagerata, ma non lo è affatto: vediamone nel dettaglio i motivi.

 

Ammesso e non concesso che si disponga di un pianoforte a coda di buona qualità e ben accordato, abbiamo una stanza nella quale farlo suonare adeguatamente?
Siamo in grado di riprenderlo in maniera convincente con i microfoni a nostra disposizione?
Se la risposta è affermativa… beh, possiamo considerarci molto fortunati e forse in molti casi potremmo fare a meno di un plugin del genere ma, come vedremo nel corso di questa recensione, non sempre!

 

Nella più probabile ipotesi di avere a disposizione un piano qualunque – magari verticale – in un salotto qualsiasi, per ottenere risultati decenti sono necessarie un’ottima tecnica di ripresa microfonica e la performance talentuosa di un bravo pianista, ammesso che il tutto non sia rovinato da un’accordatura precaria.

 

Nel 99% dei casi, un virtual instrument è la soluzione più pratica per raggiungere risultati timbrici soddisfacenti in maniera veloce ed economica: infatti, potendo pilotare il plugin via MIDI, siamo in grado di separare la performance del musicista dal timbro scelto al momento della registrazione, cambiare tonalità con un click, nonché correggere eventuali errori o imprecisioni che diversamente ci farebbero buttare via una buona take.

 

L’interfaccia grafica del nuovo Pianoteq 4

 

Ormai è possibile racchiudere un intero studio virtuale perfino in un notebook economico e la tendenza generale degli ultimi anni, tra le ditte che commercializzano plugin, è quella di campionare ogni possibile sfumatura di uno strumento in librerie di 8 o 10 DVD.

 

Modartt, fin dalla prima release di Pianoteq (sei anni fa), ha lanciato una sfida in netta controtendenza con il resto del mondo: sviluppare il primo pianoforte a modelli matematici.

 

La diretta conseguenza? Un plugin che pesa 20 MB (avete letto bene: 20 megabyte, cioè più o meno come quattro mp3!), si avvia in 3 secondi scarsi e fornisce una serie di suoni che hanno dell’incredibile, a prescindere dalla leggerezza del plugin.

 

Dietro al progetto, il genio creativo e rigoroso di Philippe Guillaume, restauratore ed accordatore di pianoforti di altissimo livello – ha lavorato per artisti del calibro di Maria Joao Pires e Alicia de la Rocha – nonché direttore del Dipartimento di Matematica dell’Istituto INSA di Tolosa (Francia).

 

L’amico Nico Pistolesi, eccellente pianista, ha suonato per HomeStudioRecording.it gli esempi contenuti nei video: esploriamo a fondo alcuni preset del nuovo modello D4.

 

Per ogni modello disponibile è possibile selezionare molte variazioni diverse: è inoltre semplice personalizzare i modelli a proprio piacimento.

Il risultato è talmente eufonico da convincere al primo ascolto gente come Carl Marsh (Shania Twain, Cirque du Soleil, R.E.M., Emmylou Harris, James Brown…), Paul “Wix” Wickens (direttore musicale di Sir Paul McCartney dal 1989), Hannah Vasanth (Rihanna, Anastacia, Sugababes), Leon Pendarvis (direttore della Saturday Night Live Band), Tommy Coster (Carlos Santana, Eminem, Dr. Dre), Mike Barson (Madness), Rik Simpson (Coldplay, Jay Z, Portishead, PJ Harvey) o i nostrani Marco Borsatti (Laura Pausini) e Ludovico Einaudi. 

 

Ma alla Modartt non si sono accontentati del pianoforte: è possibile espandere Pianoteq con degli add-on che modellano matematicamente molti altri strumenti, dal Rhodes al Wurlitzer, dal Clavinet al piano elettro-acustico Yamaha CP-80, ma anche strumenti particolari come cimbalom, harpsichord, pianoforti storici, tubular bells, glockenspiel, celesta, steel drum, xilofono, vibrafono, marimba…
Molti degli add-on sono offerti gratuitamente e quelli a pagamento hanno un prezzo molto contenuto.

 

Electric Pianos Add-On

 

Glockenspiel Add-On

La nuova release si propone di tracciare un ulteriore solco nella storia dei pianoforti virtuali: sono stati necessari tre anni di ricerca per rifinire alla perfezione i modelli fisici che descrivono i martelletti, le corde, la tavola armonica e il modo in cui interagiscono tra di loro.

Il piano usato come riferimento, uno Steinway D proveniente da Amburgo, ha dato luce al nuovo modello D4, la novità più eclatante di Pianoteq 4.
Tra le altre, non meno interessanti, un nuovo riverbero a convoluzione che permette di simulare realisticamente vari tipi di ambiente (dallo studio al Taj Mahal, ma anche i classici preset cathedral, plate, spring…) o di caricare i propri impulsi.


Sono stati inoltre aggiunti nuovi effetti come delay, chorus, flanger, compressore… utili per gli add-on di piano elettrico (rhodes, wurlitzer e clavinet ) e l’effetto di rimbalzo dei mallet usati con le percussioni cromatiche (vibrafono, xilofono, marimba, cimbalom, glockenspiel, celesta…).

 

Clavinet Add-On

L’interfaccia non ha più una grandezza fissa, ma è adattabile al proprio schermo semplicemente premendo i tasti + e – : in questo modo sarà confortevole lavorare sia con un netbook che con uno schermo da 30″.

I preset a disposizione coprono tutti gli stili musicali: dal piano perfettamente intonato per il jazz o la musica classica fino all’Honky Tonk, ai piani preparati e a quelli devastati per le sperimentazioni più selvagge.

 

In questo video Nico dimostra alcune delle possibilità offerte dall’Electric Pianos Add-On.

 

Pianoteq 4 è offerto in tre versioni che si adattano a varie tipologie di utente:

 

  • Pianoteq Stage: perfetto per il musicista che non ha bisogno di modificare troppi parametri. 
    I suoni sono esattamente gli stessi delle release più costose ed è possibile upgradare alle versioni Standard e PRO in qualsiasi momento.

 

  • Pianoteq Standard: rende possibili interventi sonori più minuziosi su temperamento, profondità dell’unisono, durezza e rumore dei martelletti, lunghezza delle corde (e relativa risonanza per simpatia), caratteristiche della tavola armonica, quantità dei microfoni e loro posizionamento…

 

  • Pianoteq PRO: in aggiunta alle features precedenti aggiunge il supporto fino a 192 kHz e l’editing individuale di ogni nota (ben 26 parametri su cui scervellarsi!) per un controllo timbrico mai sperimentato prima.

 

Come si traduce tutto questo a livello sonoro?

 

In uno strumento dal suono eccellente, perfetto per qualsiasi produzione professionale (studio o live), stilisticamente versatile grazie alle numerose variazioni dei modelli a disposizione e altamente configurabile.

 

Grazie alla microfonazione virtuale è possibile ottenere un’infinità di sfumature diverse.

Ho testato il plugin fin dalla versione 3 e, dopo un anno di Pianoteq (utilizzato quotidianamente in tantissimi progetti), posso affermare con tranquillità che rispetto ai virtual instruments basati sui campionamenti i vantaggi sono indubbi: prima di tutto la possibilità di personalizzare i timbri (è anche possibile scaricare gratuitamente le innumerevoli patch custom FXP, dal forum della community Pianoteq o uploadare le proprie), poi l’estrema leggerezza sul computer (Mac, Windows e Linux) sia a livello di CPU che di spazio utilizzato. Chi lavora con strumenti virtuali sa quanto sia prezioso un plugin che non finisce le risorse a disposizione!

 

La semplicità d’uso dell’interfaccia grafica, a dispetto della quantità di opzioni possibili, rende Pianoteq 4 un piccolo gioiello di ingegneria musicale che non può mancare nell’arsenale del pianista in movimento o nello studio del producer moderno. 

 

Per chi avesse ancora qualche dubbio consigliamo di scaricare la demo (reperibile gratuitamente all’indirizzo www.pianoteq.com/try), installarla e lasciarsi stregare dalla magia della matematica applicata alle emozioni.

 

 

Un ringraziamento speciale a Niclas Fogwall (Modartt) per la gentile disponibilità e a Nico Pistolesi per aver suonato Pianoteq 4.

 

Maggiori informazioni:

Modartt – Pianoteq

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