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Intervista a Sylvia Massy

 

sylviamassySylvia Massy, le cui opere hanno ricevuto molteplici nomination e premi ai Grammy Awards, ha sempre seguito un sentiero anticonformista.
Il suo primo progetto rock di successo, Green Jellÿ, ha venduto più di un millione di copie.
In seguito le è stato chiesto di produrre il gruppo rock progressive “Tool” per la loro label. Sia l’EP “Opiate” che l’album “Undertow” – entrambi prodotti da Sylvia – hanno riscosso un successo tale da essere premiati con molteplici dischi di platino.

 

Alla fine degli anni ’90 Sylvia ha lavorato con il leggendario produttore Rick Rubin, per il quale ha registrato e mixato diversi progetti, incluso l’album di Johnny Cash “Unchained” che ha vinto il Grammy Award come miglior album country nel 1997. Con Rubin ha anche registrato artisti del calibro di Tom Petty and TheHeartbreakers, Slayer, R.E.M, Donovan Leitch, Smashing Pumpkins e System of a Down.
Durante questo periodo, Sylvia Massy ha anche prodotto tanti artisti popolari tra cui i Red Hot Chili Peppers, Prince, i Sevendust, i Powerman 5000 e i Love & Rockets.

 

Oggi Massy ospita nei suoi studi Loud Palace – sul Monte Shasta, California – le session di moltissimi artisti.

 

Sylvia Massy

 

Sylvia, conosci la musica italiana? Cosa ne pensi?
Ho avuto la fortuna di poter lavorare con diversi grandi artisti italiani come Belladonna, Uncledog, Deep Black Seas, 81db, Maension, Poka e Wishin’ Cap, così come per vari progetti coordinati dal produttore Pietro Foresti, tra cui Super Flumina e J27.
La musica che viene dall’Italia ha un carattere meraviglioso e gran parte di essa ha un senso dello humour che mi piace particolarmente!
Dall’altra parte, l’Italia è il paese della musica meravigliosa, della classica e dell’opera e dovrebbe essere rispettata per questo.
Mia madre era una cantante d’opera e si è esibita sul palco da protagonista in diverse produzioni importanti. Mi ricordo che cantava “La Bohème” di Puccini quando avevo solo 2 anni.

 

Qual è il ruolo del produttore e com’è cambiato?
Il ruolo del produttore è ancora in evoluzione e suppongo che continuerà per sempre a farlo. Ho cominciato come ingegnere del suono e ho iniziato a produrre quando ho realizzato che i musicisti avevano veramente bisogno di essere indirizzati. Penso che molti produttori di oggi abbiano assunto questo ruolo.
Nei tempi dell’home studio il produttore è spesso allo stesso tempo il recording engineer. E forse anche l’autore, il corista, il chitarrista di scorta, il coach, il curatore dei testi, il barista per l’espresso, la donna delle pulizie… Agh! 

 

Cosa troverebbe un musicista nel tuo studio, il Loud Palace, di particolare e di diverso dagli altri posti?
Il mio studio, il Loud Palace, è completamente diverso dagli studi tradizionali perché è situato in un grande teatro dei primi del ’900. Il palco e le sedie del pubblico sono rimaste lì, perciò quando registri è come se tu suonassi dal vivo davanti ad un pubblico di fantasmi!
Anche l’equipaggiamento è molto particolare, mi piace utilizzare delle console vintage Neve e dei microfoni Telefunken (NdR: qui l’incredibile scheda tecnica)
Lo studio ha anche una grande selezione di strumenti: Fender Stratocaster vintage, rullanti Ludwig Black Beauty, ampli Marshall Plexi, piani Rhodes… solo la roba buona! Così quando vieni da fuori abbiamo già tutto per te!

 

La Console Neve 8038 (Studio A)

 

Quanto è importante l’equipaggiamento audio?
Se ti chiedi perché le registrazioni di Rick Rubin suonano sempre così bene è per via delle console vintage Neve (e anche per gli incredibili ingegneri del suono incredibili che usa, ah ah!). E’ molto più difficile ottenere un gran suono senza l’equipaggiamento giusto!

 

Hai lavorato con i più grandi artisti della musica pop/rock: hai una filosofia particolare per la produzione musicale?
E’ difficile non essere affascinati quando lavori con artisti come Tom Petty, Johnny Cash, Red Hot Chili Peppers, Tool, System Of A Down, Prince… ma sono anche loro persone normali come noi. Abbiamo tutti bisogno di interazione, sopporto, direzione, ogni tanto di qualche critica.
Io consiglio a tutti quelli che stanno cercando di produrre di essere gentile con i musicisti: non ferite l’ego fragile di un cantante che è poco sicuro delle sue capacità.
Incoraggiateli ad essere audaci. Abbandonate le armi, acquistate la loro fiducia: otterrete delle performances molto più belle da loro se sanno che non saranno giudicati severamente. Persino le più grandi e forti rockstar tatuate hanno un cuore sensibile.

 

Come può contattarti un artista o un gruppo italiano per realizzare un disco nei tuoi studi?
La strada migliore per raggiungermi in America è tramite la mia email oppure il mio profilo facebook
Scusatemi se non riesco ad aggiungervi come amici su facebook, ma ho raggiunto il mio limite, sono troppo popolare!!! Ah ah ah!
Mi piacerebbe veramente tantissimo lavorare in Italia un giorno…

 

Sylvia alla console Solid State Logic J-9080 (Studio B)

 

Traduzione a cura di Ida Landsberg

 

Maggiori informazioni:
Loud Palace

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