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Make A Wish: intervista a Mark Eden

 

Under The Tongue - Make A WishDopo cinque album da solista, il cantante australiano Mark Eden dà vita al progetto Under The Tongue, insieme alla bassista The Peculiar J.

 

Qualche mese fa avevamo parlato del singolo che anticipava l’album (accompagnato dal  bel video diretto dal chitarrista Thorsten Biernath): ora, dopo aver ascoltato Make A Wish, abbiamo chiesto a Mark di raccontarci come è nato questo disco ricco di melodie accattivanti e suoni vintage.

Insieme a Mark e a The Peculiar J si fanno notare Thorsten Biernath per l’ottimo lavoro chitarristico e Stephan Ifkovits per il drumming sempre interessante.

 

E’ possibile acquistare Make A Wish in digitale su iTunes o in CD sullo store ufficiale della band.

Under The Tongue

Under The Tongue

 

 Come hai composto e arrangiato i brani?

Make A Wish è stato scritto quasi interamente sulla chitarra acustica: alcune canzoni risalgono a qualche anno fa, altre sono più nuove. 
Non mi piace spendere troppo tempo sulla scrittura, di solito i brani si scrivono da soli, può sembrare un’affermazione un po’ romanzesca, ma è così che funziona: una progressione di accordi che funziona o un buon riff, una bella melodia e… fatto!

Lo stesso vale per i testi: di solito mi vengono spontaneamente mentre suono la canzone. Mi piace molto scrivere e normalmente in una mezz’ora ho finito la canzone, che in questo modo rimane fresca e non troppo ragionata.
Anche con gli arrangiamenti ho un approccio molto veloce: è la canzone stessa che decide se l’arrangiamento deve essere diretto e andare subito al sodo o se deve svilupparsi nel tempo.

 

Ti sei fatto ispirare da un sound o da uno stile particolare mentre scrivevi e arrangiavi?

Avevo in mente un mix tra quei riff e quelle melodie che riesci a ricordare al primo ascolto e le canzoni che richiedono un po’ più di tempo per crescere dentro di te.
Adoro dischi come Revolver e il doppio White Album dei Beatles, quindi sicuramente in alcune tracce puoi sentirne l’ispirazione a livello di suono e di feeling.

 

“Together Once Again” è veramente un ottimo singolo: grandi riff, belle melodie, arrangiamento accattivante, un bel video girato da Thorsten… cosa ci racconti al riguardo?

Together Once Again è una canzone folle per il mio modo di lavorare: l’avevo scritta e registrata nel 1996, poi nel 2002 avevo cambiato la strofa. Nel 2006, a Berlino, ne avevo registrato una nuova versione acustica più lunga.
Alla fine, pur conservando la sensibilità pop, volevo farne una versione un po’ più duretta e quindi aggiunsi le chitarre elettriche all’arrangiamento, nel 2010 la risistemai un pochino e questa è la versione che potete sentire.
Il video è stato girato a Berlino, nel quartiere di Teufelsberg e ha un feeling speciale per via della location. Alcune parti sono state riprese al mercato di Boxhagener Straße a Friedrichshain, che ha aggiunto un mood davvero speciale alle riprese.
Le persona filmate sono tutte comparse prese per strada che hanno partecipato semplicemente per il piacere di farlo. E’ stato davvero bello!

 

 

Come avete registrato “Make A Wish”?

Principalmente nel mio home studio, poi per riprendere le batterie ci siamo trasferiti in una vecchia ed enorme sala prove per orchestra nel cuore di Berlino: volevo che i tamburi potessero respirare!
Le chitarre elettriche sono state reampate da Jens Güttes in una sala prove a Berlino.
Alcune voci sono state registrate in un magazzino nel quale vivevo, altre in una sala prove.

 

Come è attrezzato il tuo home studio?

Ho uno dei primi Pro Tools, il 5.1 – che non ho mai aggiornato – installato su un Mac G4, un computer che per gli standard di oggi è lentissimo!

Lo uso sia per comporre che per registrare le tracce che finiscono sui dischi: la qualità è ottima, quindi se funziona… perché aggiustarlo?

 

Che strumenti usi per registrare?
Ho un microfono valvolare RØDE NTV che ho usato per tutte le voci e le chitarre acustiche.
Non possiedo molte cose, adoro quello che ho, un setup essenziale ma efficace!
Appena ho scritto un brano mi piace poterlo registrare in maniera semplice e il prima possibile!

 

Parlando dell’album: raccontaci qualcosa sul processo creativo tra te e la band, durante la produzione e le registrazioni.

Per essere onesto questo stava per essere un altro dei miei solo album, ma lo volevo pubblicare sotto un altro nome, da lì “Under The Tongue”.

Il processo creativo è stato veloce e semplice come credo che debba essere.

Una volta finita la pre-produzione voglio sempre registrare la take definitiva e non tornarci più sopra.

Alcune volte per l’assolo posso jammare sulla canzone, altre mi canto la melodia prima di registrarla.

 

Mark Eden

Mark Eden

 

L’assolo di Kings Garden che ha suonato Thorsten è stato registrato così: gli ho mandato la base della canzone tramite internet, lui mi ha rispedito sette assoli diversi che ho editato scegliendo le parti di ognuno che mi piacevano di più.

Nella pre-produzione le batterie erano state programmate usando campionamenti veri presi da altre registrazioni e sono stato fortunato che il batterista abbia apprezzato quello che avevo programmato e abbia risuonato la batteria vera in take complete dall’inizio alla fine della canzoni, che poi ho editato scegliendo le cose che mi piacevano di più. Le registrazioni sono state veloci, è l’editing il processo che mi ha portato via più tempo.

 

Come avete registrato le chitarre elettriche?

Tutte in diretta in Pro Tools e poi reampate con ampli Marshall, Fender Bassman, Vox AC 30 e Orange Rockerverb 50 ripresi da un Beyerdynamic M160 e da un Neumann Gefell UM 70.

Mentre registravo ho utilizzato un plugin, tanto per suonare con la giusta convinzione e fermare l’idea del suono che avrei voluto dopo, cosa che ha aiutato specialmente nel caso dei suoni più particolari.

 

E le acustiche?

Con il RØDE NTV e la D.I., per avere un vibe stereo.

 

In che modo hai ripreso il basso di The Peculiar J?

Alcune volte con un vecchio preamp Hartke di cui non ricordo il nome e altre semplicemente in diretta.

 

The Peculiar J

The Peculiar J

 

Le batterie suonano molto naturali e potenti, come le avete registrate?

La batteria è stata ripresa in una bellissima stanza in un vecchio palazzo a Berlino, nessun trucco o tecnica speciale, la stanza ha fatto tutto: l’ingegnere del suono ha usato un setup tipico, un microfono su ogni tamburo e poi ha aggiunto 6 microfoni room! 2 dietro il kit, 2 di fronte e 2 a due metri, sempre di fronte.

 

Come si è svolto il mix?
Jens Güttes ha effettuato i classici interventi di panning, EQ, compressione, ambiente, cose molto standard… Jens è stato veramente bravo e non ha seguito regole strette.
A me piace molto sentire il suono girare e per alcune tracce abbiamo usato pan estremi.

 

Quanto consideri importante il mastering e perché?

Il mastering è un’arte a sé. Il processo del mastering per me dovrebbe far splendere un mix già ottimo. Se il mix fa schifo… beh, indovinate… non si può lucidare la merda! :)

 

Cosa pensi della digitalizzazione del mercato discografico?

Per quanto riguarda la digitalizzazione della musica posso dire che ormai fa parte della nostra vita e non riesco a immaginare cambiamenti in tempi brevi. Non so valutare se sia un bene o no, ma il fatto è che ora la musica è pronta e disponibile su internet. La bella musica e quella meno bella.
Ormai diamo per scontato il fatto di poter cercare un artista su YouTube e ascoltare le sue canzoni, ma questo può avere anche dei vantaggi.

Per me è una figata poter essere in gradi di mostrare alla gente come suoniamo live come band e questo è un bel plus.
Mi piace guardare i video di altri artisti, quindi scommetto che in qualche modo, come artisti, veniamo depredati. Non fraintendetemi, per me è bello quando al concerto arriva gente che ci ha visto su YouTube, ma sarebbe una figata che comprasse anche un CD, visto che la registrazione e il mix sono una processo costoso.

Adoro suonare, quindi scriverò e canterò canzoni per sempre, che sia di fronte al pubblico o nel mio salotto! Alla fine dipende tutto dal perché suoni.

 

Cosa suggerisci ai lettori?

Smettete di pensare e suonate!

 

Under The Tongue

Under The Tongue

 

Maggiori informazioni:
Under The Tongue – Official Website

facebook.com/UnderTheTongue

 

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