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iZotope Ozone 5: il mastering a portata di click!

 

Il termine “mastering” è uno di quei concetti che generano leggende metropolitane, confusione e incomprensioni tra i non addetti ai lavori.
C’è chi immagina che il mastering sia la bacchetta magica che tramuta un brutto mix in una canzone pronta per la radio, chi pensa che sia un processo miracoloso che fa suonare più forte un brano, chi è convinto che si tratti di un procedimento esoterico del tutto inutile.
In realtà il mastering è semplicemente l’ultima fase di lavorazione di un brano o di un disco prima di essere stampato su un supporto fisico o pubblicato online.

Durante questo ultimo passaggio si cerca di predisporre la traccia al meglio e, nel caso di un album, di fare in modo che le canzoni siano coerenti tra di loro come volume, risposta in frequenza e immagine stereofonica.
Per fare tutto questo occorrono molti strumenti diversi: equalizzatore, compressore, processore di immagine stereofonica, limiter, dither e molto spesso anche riverbero ed eccitatore di armoniche.

 

La iZotope concentra tutti questi strumenti in un unico plugin, il celebre Ozone 5, che rende il mastering “in the box” una scelta molto appetibile, sia per la semplicità di utilizzo che per l’indiscutibile bontà dei risultati ottenibili.
E’ possibile impostare la catena audio a nostro piacimento, spostando i moduli come meglio crediamo: la versione Advanced consente inoltre all’utente di utilizzare tutti gli strumenti anche come singoli plugin e aggiunge al ricco pacchetto di base anche un comodissimo Meter Bridge che permette di tenere sotto controllo moltissimi parametri e di ricavare informazioni in real time sulla nostra traccia grazie a strumenti come spettrogramma 3D, vettorscopio, analizzatore di spettro, meter tap e loudness meter.

 

GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE
Ozone 5 mette a nostra disposizione due equalizzatori paragrafici (praticamente uno strumento che combina l’interfaccia di un eq grafico con le funzionalità di un eq parametrico) identici, dotati di 8 bande a campana variabile e molteplici filtri: High e Low Pass, High e Low Shelf (Pultec style) e Flat (Butterworth).
Il primo dei due moduli, chiamato semplicemente Equalizer, ci permette di scolpire il nostro master all’inizio della catena, mentre il secondo, denominato Post Equalizer, ci offre la possibilità di rifinire il suono dopo che è passato per i moduli Dynamics ed Exciter. E’ possibile scegliere di utilizzare ogni EQ in modalità analogica (con soft saturation) o digitale a fase lineare, il tutto in maniera completamente indipendente per Mid/Side e per i canali destro e sinistro. E’ inoltre possibile “matchare” la nostra curva da un disco di riferimento, in modo da avere un preset da cui partire.

Normalmente mi trovo molto bene utilizzando il primo eq in modalità digitale (a fase lineare), andando a tagliare in maniera chirurgica, con campana strettissima, le frequenze fastidiose e il secondo (Post Equalizer) in simulazione analogica, boostando leggermente le alte – di uno, al massimo due db – con una shelf.

L'Equalizer in modalità digitale

L’Equalizer in modalità digitale

 

Il modulo Post Equalizer in simulazione analogica

Il modulo Post Equalizer in simulazione analogica

 

La sezione Reverb, che si basa su una tecnologia mista (convoluzione per le early reflection e calcolo algoritmico per la coda), permette di scegliere tra varie tipologie di riverbero (Room, Theatre, Plate, Hall, Cathedral, Arena) dosabili in maniera indipendente tra Mid e Side, funzione veramente molto utile.

Il modulo multibanda Dynamics comprende un compressore, un limiter, un gate e un expander visualizzabili tutti insieme o per bande separate (si possono anche linkare le 4 bande per controllarle tutte spostandone solo una). E’ possibile scegliere tra modellazioni analogiche, digitali o crossover, aggiustabili in base alle frequenze. Anche intervenendo in maniera piuttosto pesante sul master, la compressione rimane sempre molto trasparente.

L'efficace sezione Dynamics di Ozone 5.

L’efficace sezione Dynamics di Ozone 5

L’Harmonic Exciter, utilissimo specialmente oggi che si registra prevalentemente su D.A.W., offre diverse opzioni per aggiungere colore e grinta al nostro master: le emulazioni di distorsione analogica Warm, Retro, Tape, Tube, Triode e Dual Triode sono tutte utilizzabili sia in multibanda che Mid/Side. E’ quindi ad esempio possibile rendere le basse più cattive e aggiungere brillantezza alle alte senza toccare le medie.

Il modulo Stereo Imaging consente di controllare e correggere in maniera precisissima l’immagine stereo della nostra canzone.
Utilissime le funzioni “Mono”, “Phase Flip” e “Channel Reverse”, che permettono di ottimizzare il mix anche per le condizioni più disperate.

 

L'utilissimo modulo Stereo Imaging

Il modulo Stereo Imaging

 

Il Maximizer di Ozone è uno dei punti di forza di Ozone già dalle prime versioni: grazie all’IRC (Intelligent Release Control) Limiter di terza generazione, è possibile far suonare veramente forte e in maniera eufonica il nostro master senza spiacevoli artefatti. Il comportamento, anche nel caso di riduzioni dinamiche importanti, è sempre molto musicale e trasparente.

La sezione Dither aggiunge quell’impercettibile “rumore” che permette di convertire una traccia (ad esempio da 24 a 16 bit) senza percepire distorsioni da troncamento ed è uno degli strumenti più apprezzati di Ozone.

 

CONCLUSIONI
Ho utilizzato Ozone 5 Advanced per alcuni mesi prima di scrivere questa recensione e quanto segue è frutto di considerazioni maturate grazie a un uso della suite su fonti completamente diverse: brani acustici, rock, canzoni pop, jazz, dance e qualche voice over.
Il mio parere sincero? Da quando ho iniziato a usare Ozone 5, non riesco più a farne a meno. E’ uno di quei pochissimi plugin dei quali non posso fare a meno.
Perché? I motivi sono molti: prima di tutto la qualità timbrica. 

Ozone 5 è uno strumento – anzi una collezione di strumenti – in grado di restituire tracce che suonano veramente bene, a prescindere dall’annosa e sterile diatriba analogico/digitale. Sono molti ormai i mastering engineer che lavorano in digitale e non ci sono davvero scuse: nelle mani di chi sa fare il proprio lavoro, Ozone non ha molto da invidiare a un rig analogico e per avere una resa timbrica del genere dovremmo mettere da parte cifre degne di una berlina di classe.

 

Il secondo motivo è il controllo: non amo le sorprese e quando mixo un brano sapendo che il mastering sarà effettuato da qualcun altro, il mio obiettivo è dare al collega una traccia sulla quale possa lavorare senza problemi.
Per questo inserisco sempre Ozone 5 sul master buss e di tanto in tanto lo accendo per qualche minuto per rendermi conto di come suonerebbe il mio mix una volta masterizzato. Spesso esagero volutamente con il limiter, per vedere se il rullante sparisce o se le sibilanti aumentano, apro in maniera sconsiderata l’immagine stereo e poi monoizzo il mix, provo a boostare le alte di 2 o 3 db con una shelf per capire se sono sulla strada giusta… poi lo spengo e continuo a mixare – correggendo un po’ il tiro se ce n’è bisogno – con la consapevolezza che un buon mastering engineer non interverrebbe mai in maniera così severa, ma che se lo facesse, il mio mix non cadrebbe a pezzi.

 

L'ottimo Maximizer di Ozone 5 al lavoro...

L’ottimo Maximizer di Ozone 5 al lavoro…

 

L’ultima, ma non meno importante considerazione, è la semplicità di gestione: la mole di strumenti e funzioni è corposa ma ben organizzata e non pone difficoltà reali nella curva di apprendimento. 
In qualche ora di pratica si riesce a padroneggiare il tutto con estrema disinvoltura, anche grazie all’interfaccia chiara e semplice che, in netta controtendenza con la moda del vintage a tutti i costi, conserva una sobria essenzialità che aiuta nell’utilizzo e non distrae. 

 

Ozone 5, specialmente nella versione base, vale molto di più di quanto costa: se dividiamo il prezzo per il numero degli strumenti a disposizione viene da sorridere, soprattutto considerando che singoli plugin di EQ o limiter di marchi concorrenti costano grosso modo come tutta la suite di iZotope! 

Personalmente non posso che consigliare Ozone 5 che, alla luce dell’ottima resa timbrica e dell’impressionante assortimento di funzioni, risulta una delle scelte più sensate ed economiche per chi vuole occuparsi di mastering in maniera seria e professionale.

 

Maggiori informazioni:
iZotope Ozone 5 
iZotope Ozone 5 Download Demo

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