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“Disordine” anticipa il primo EP dei Raniss!

 
Raniss - DisordineRaniss è il nome della band fondata dal cantante e chitarrista Mario Poli Corsi con il bassista Alessio Dell’Esto, musicisti con importanti trascorsi dietro le spalle.
Ai due si affiancano Andrea Alunno Minciotti alla chitarra elettrica e Davide Nosso alla batteria.
“Disordine” è il primo singolo che precede l’EP della band alternative rock grossetana: autoprodotto, è distribuito da Pirames International in tutti i più importanti stores digitali.

Il brano è accompagnato da un video potentissimo, opera del regista Jos Vitolo. 

 

Incuriositi dall’ottima produzione, abbiamo chiesto ad Alessio Dell’Esto di raccontarci come i Raniss hanno realizzato “Disordine”.

 

 
Come avete organizzato la produzione?
Pensammo a come poter ricreare il sound grunge anni ’90 e fonderlo con l’alternative rock moderno di stampo americano e ci fu subito chiaro come procedere: la produzione di “Disordine” doveva essere concepita con un processo ibrido, quindi sia ITB (In The Box), sia con l’ausilio di macchine analogiche classiche.
 
Come è stata ripresa la batteria?
E’ stata registrata al Music Factory di Grosseto, uno studio dotato di sistema Protools HD, convertitori AD/DA Lynx Aurora e preamplificatori classici che non hanno certo bisogno di presentazioni: Neve 1073, API 512c, Universal Audio LA 610, Focusrite ISA 430… 
Protools HD è gestito da una superficie di controllo Digidesign c24 che include preamplificatori di ottimo livello.

Di seguito, microfonatura e scelta dei preamplificatori :

Rullante : 1 x Shure SM57 + 1 x Sennheiser MD421 + 1 x Shure Beta 57 (cordiera) → API 512c
Tom e Timpano : 2 x Sennheiser MD421 → Digidesign c24
Cassa : 1 x AKG D112 → API 512c
Panoramici : 2 x Oktava MK 012 → Neve 1073
Room Stereo: 2 x Rode NTK → Focusrite ISA 430
Room Mono : 1 x Neumann U87 →Universal Audio LA-610 MKII

 

Come avete registrato il tuo basso?
Finite le take di batteria e copiate le sessioni su un hard disk, le registrazioni sono state completate nell’home studio del nostro chitarrista Andrea, DKR Recording Studio. 
Lo studio è dotato di Mac Pro con Protools 9, scheda M-Audio Profire Lightbridge che ospita via ADAT la scheda Focusrite Octopre MKII.
Essendo un project studio, il tutto è concentrato in una unica control room, quindi ho registrato il mio B.C. Rich Widow Custom U.S.A. in diretta nel Focusrite senza l’ausilio di amplificatori: successivamente abbiamo utilizzato la tecnica di reamp con processori digitali esterni quali Sansamp PSA 1.1 e Kemper Profiling Amplifier

 

E le chitarre?
Le due chitarre – una Gibson SG Supreme e una Fender Telecaster – sono state registrate in diretta nel Focusrite Octopre MKII e riamplificate con il Kemper Profiling Amplifier; in mix poi sono state processate I.T.B. 
I profili del Kemper, creati appositamente per questo progetto, sono stati “catturati” utilizzando un Mesa Boogie Triple Rectifier e un Vox AC30 microfonati con uno  Shure SM57 on axis su cassa Mesa Boogie Rectifier con coni Celestion Vintage 30.
Tutto ciò ci ha permesso di cercare il sound adatto con gli amplificatori reali, catturare l’esatto profilo sonoro con il Kemper ed effettuare il reamp direttamente in fase di mix perfezionando il suono di ogni traccia di chitarra direttamente dall’unità Kemper Profiling Amplifier.
 

Cosa avete usato per la voce?
Un setup molto semplice: il microfono Oktava MKL 2500 nel Focusrite Octopre MKII.

 

Come si è svolto il mix?
Tutto il processo di mixing è stato gestito all’interno della D.A.W. Protools 9 con plug-in di terze parti (principalmente compressori, equalizzatori, simulatori di channel strip analogici, saturatori, effetti di modulazione, delay e riverbero Waves e Slate Digital).
Per curare la dinamica del brano sono state “disegnate” moltissime automazioni che ci hanno permesso di mantenere la sessione molto leggera, senza aggiungere layer su layer di strumenti aggiuntivi, e di mantenere un sound compatto e diretto.

 

E il mastering?
Il processo di mastering è notoriamente la parte più delicata, sbagliare le scelte in questa fase può rovinare l’impatto generale e la resa dinamica del mix.
Abbiamo quindi optato per uno studio esterno, nel quale un mastering engineer estraneo dal progetto potesse essere più obiettivo di chi ha mixato l’intero progetto ed ha l’orecchio “viziato” dai molteplici ascolti.

E’ stato scelto lo “stem mastering”, ovvero abbiamo esportato una traccia stereo per ogni strumento (batteria, basso, chitarre, voci) in modo da permettere al mastering engineer di fare correzioni adeguate in base al processo adottato.

 

E il risultato è ottimo!
Grazie! Aspettando l’EP è possibile scaricare il brano su iTunes, Amazon e Google Play.

 

Maggiori informazioni:
Raniss Official Website
Alessio Dell’Esto

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